nivo nivo nivo nivo nivo nivo nivo nivo nivo nivo nivo nivo

tappa1

Mercoledì, 13/06/2007

Da Cizur Menor a Cirauqui

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Partenza alle 7:10. Anche oggi è una bella giornata di sole. Dopo un breve tratto di discesa e pianura, si inizia a salire fino ad arrivare sull'alto del Perdòn (734 m). Si notano da lontano, sulla cresta montuosa, decine e decine di pale eoliche che sfruttano il forte vento della zona per trasformarlo in energia elettrica.

Giunti sull'alto del monte, ammiriamo il monumento del pellegrino (figure di pellegrini ritagliate in lamiera). La sosta è quasi d'obbligo per riposare e fare foto. Da lassù, osservo la strada fatta con i Pirenei lasciati alle spalle e le grandi vallate che dobbiamo percorrere.

Dopo la breve sosta e le immagini immortalate, inizia la discesa del monte Perdòn, che è un grande canalone pieno di grossi ciottoli (bisogna fare attenzione) fino ad arrivare ad Uterga. Ci fermiamo, mangiamo un panino con prosciutto e un bicchiere di birra seduti su dei tavoli all'aperto; ci sono tanti altri pellegrini che, come noi, si sono fermati a fare uno spuntino.

Proseguendo, si arriva a Puente la Reina, dove ci fermiamo per mettere il "sello" al rifugio, salutare Serena che fa sosta qui e fare la rituale foto ricordo. In questo centro medioevale si congiungono i due Cammini, quello Navarro (che stiamo facendo noi) e quello Aragonese che parte da Somport, per diventare uno solo, il Cammino Francese. Visitiamo la chiesa di Santiago con facciata romana, la navata centrale gotica, il pavimento tutto in legno e il retablo dedicato a San Giacomo. Si lascia la città dal bellissimo ponte romanico, che la tradizione vuole si attraversi senza scarpe. Noi rispettiamo la tradizione togliendoci gli scarponcini nell’attraversarlo. All'inizio del ponte è disteso un tappeto verde.

Continuando il nostro cammino, arriviamo a Cirauqui, un bel paesino arroccato su una collina. Prendiamo posto all'albergue Maralotx, rifugio piccolo con pochi posti letto (costo 8 euro + 10 per cenare). La cena è ottima, ben servita in una tavernetta ricavata sotto l'albergue.

Prima di andare a riposare, facciamo una passeggiata in questo paesino medioevale ben restaurato, ma privo di abitanti in circolazione.

Forse l'ottima cena ha conciliato il sonno a Guido, che durante la notte ha fatto fuggire tutti dalla camerata: russava in modo spaventoso.