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Sabato, 16/06/2007

Da Logrono a Azofra

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Partenza alla 7:00. Dopo aver preso un caffè al rifugio, iniziamo il cammino attraversando l'interminabile cittadina e la trafficata circonvallazione fino ad arrivare ad un laghetto artificiale e a un bel parco alberato.

Il percorso è con leggeri saliscendi e dopo circa 3 ore arriviamo a Navarrete, dove visitiamo la chiesa, in stile gotico e barocco. Poi facciamo sosta in un bar per fare colazione con Gianfranco, che ogni tanto incontriamo sul nostro cammino.

Proseguendo il viaggio, si sale sull'Alto de San Antòn (715 m), dove si notano spesso le piramidi di pietra, che sono dei cumuli di pietre, una sopra l'altra, messe dai pellegrini durante il loro passaggio.

Verso le 13:30, arriviamo a Nàjera dopo aver attraversato filari di vigneti e mangiato delle ciliege da qualche albero trovato lungo la strada. In questa città avremmo dovuto terminare la tappa, secondo il programma di viaggio, ma dato che era troppo presto, abbiamo deciso di proseguire per altri 6 chilometri fino ad Azofra. Ci fermiamo in un bar per una birra e mangiare qualcosa prima di proseguire.

Uscendo da Nàjera, osservo il colore rosso della roccia e le grotte scavate dai primi abitanti della zona. Il restante percorso è tra campi coltivati e vigneti fino ad arrivare ad Azofra. Prenotiamo in un rifugio, da poco restaurato, con delle stanze a due posti letto; è la prima volta che non siamo nelle camerate con letti a castello.

Doccia e bucato, poi al ristorante dove gustiamo un’ottima cena e beviamo un eccellente vino. Una bottiglia in due. A fine cena, usciti dal ristorante, andiamo nel bar di fronte a bere ancora due bicchieri di vino. Il vino della Rioja è talmente buono che non abbiamo potuto farne a meno.

La serata la passiamo all'albergue conversando con due signore della Valtellina, Antonietta e Maria Grazia, e una ragazza di Trento, Francesca, che avevamo già incontrato due sere prima in un altro albergue.

Ogni giorno si fanno nuove amicizie, s’incontrano nuovi compagni di viaggio, delle volte si lasciano i vecchi. Ognuno ha il suo passo.