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Domenica, 17/06/2007

Da Azofra a Belorado

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Partenza alle 7:10. il cielo è coperto, un temporale si è abbattuto fino a poco fa. Iniziato il cammino, si rimette a piovere e siamo costretti a coprirci con il poncho. La pioggia ci accompagnerà per tutta la mattinata. Durante il percorso, lunghi chilometri di solitudine tra campi di grano, non si trova nulla, tranne un piccolo bar, dove ci fermiamo a fare colazione.

Dopo circa quindici chilometri si arriva a Santo Domingo de la Calzada. Ci fermiamo al rifugio ad apporre il timbro sulla credenziale per il nostro passaggio, poi visitiamo la cattedrale romanica dove giacciono le spoglie del santo, da cui prende il nome la cittadina. La particolarità assoluta (unica al mondo) della cattedrale è che conserva, all’interno, una gabbia dove ci sono due polli bianchi vivi. La singolare tradizione ricorda il miracolo che qui accade molti secoli fa:

(Una famiglia di pellegrini tedeschi, padre, madre e giovane figlio, sostò in una locanda per trascorrere la notte. La figlia del locandiere si era invaghita del giovane e cercò di sedurlo. Il giovane resistette e la ragazza, indispettita, per vendicarsi nascose nella sua bisaccia una coppa d’argento. Poi lo denunciò per furto al magistrato. Il ragazzo fu perquisito e gli venne trovato addosso la refurtiva. Riconosciuto colpevole fu quindi impiccato come ladro.

I genitori, affranti dal dolore, continuarono ugualmente la loro peregrinazione verso Santiago. Sulla via del ritorno, con grande stupore, trovarono il figlio appeso alla forca ma ancora vivo, sostenuto per i piedi da San Giacomo. Giacchè il miracolo testimoniava l'innocenza del giovane, corsero, quindi, a dirlo al magistrato. Il giudice, interrotto durante il pranzo, non trovò di meglio che ridere di loro, esclamando: “Vostro figlio è vivo come sono vivi questi due polli arrosto che sto mangiando”. Ma, finito di parlare, ecco che i polli si rivestirono di piume, ripresero vita e si misero a cantare).

Visitata la cattedrale e dato uno sguardo alla cittadina, proseguiamo il nostro cammino fino ad arrivare a Granòn, dove facciamo sosta per il pranzo. Continuando, dopo questo paesino si giunge alla sommità di una collina dove si incontra un cartello segnaletico, che stiamo entrando nella regione della Castiglia-Leòn. Gli ultimi chilometri che costeggiano la strada provinciale, devo dire che sono i più noiosi, rispetto alla mattinata che era immersa nella campagna. Il cammino è anche questo, ci sono tratti piacevoli e tratti noiosi.

Alle 17.00 arriviamo a Belorado, prenotiamo al rifugio che è unito alla chiesa di Santa Maria, dove ritroviamo le due signore della Valtellina e Francesca.

Dopo aver fatto doccia e bucato, alle 18.30 andiamo tutti assieme alla messa, che si celebra nella chiesa accanto al rifugio. Dopo la funzione, il parroco, con una cerimonia a parte, impartisce la benedizione del pellegrino in tutte le lingue. Poi un pellegrino per ogni nazione presente legge una preghiera nella propria lingua.

Terminate le funzioni religiose, con le due signore della Valtellina e Francesca ci incamminiamo al centro del paese a trovare un ristorante per cenare.

Si passa la serata al ristorante e conversare fino alle 22:00, orario del rientro al rifugio.

Io, prima di andare in branda, rimango ancora un po’ nella sala da pranzo ad appuntarmi nel diario gli avvenimenti della giornata e. poi, alle 22:40 vado a letto.

Buona notte.