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Lunedì, 18/06/2007

Da Belorado a Olmos de Atapuerca

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

E’ il primo rifugio che offre anche la colazione con pane, marmellata, caffè, latte e anche il donativo.

Si parte alle 7:30. Durante il cammino, prima che il sentiero inizi a salire per Montes de Oca, superiamo due pellegrini francesi di Avignone, marito e moglie. La cosa strana è che sono accompagnati da un asino e sarebbero arrivati fino a Santiago. Conversando con loro, ci hanno raccontato che avevano fatto anche la via Francigena, sempre in compagnia dell’asino.

Fatte le foto per ricordare l’incontro, proseguiamo fino ad arrivare a Villafranca-Montes de Oca. Qui termina la parte pianeggiante e comincia la salita per i Montes de Oca. Da qui in avanti, Luciano procede con la sua ampia falcata e non l’ho incontro più fino a quando non arrivo al monastero di San Juan de Ortega, verso le 13:30, per pranzo.

E’ il tratto più faticoso, ma anche il più bello. Nel salire incontro un romano e percorro alcuni chilometri con lui, conversando sul cammino che stiamo facendo e ogni tanto fermandoci a fare foto. Prima di arrivare sull’Alto de la Pedraja (1130 m), passo davanti ad un monumento della guerra civile spagnola. Una volta arrivato sulla sommità dell’altopiano, un lungo sentiero, che costeggia i boschi, mi porta al monastero di San Juan de Ortega, dove c’è Luciano ad aspettarmi in un bar per fare uno spuntino. Dopo aver mangiato, prima di riprendere il cammino, visitiamo il monastero romanico, che conserva le spoglie del Santo.

Scendiamo ancora tra i boschi, poi il cammino prosegue su una piccola strada asfaltata con pochissimo traffico, fino ad arrivare alle 16:00 a Olmos de Atapuerca. E’ un piccolo paesino con dieci case, una chiesa, un bar-ristorante; la pace e la tranquillità è assicurata. Prenotiamo al rifugio, che è fuori dal cammino regolare, perché abbiamo fatto una variante del Cammino. Ci sono pochi pellegrini alloggiati. In tutto siamo sette; io e Luciano, le due canadesi che abbiamo incontrato di nuovo, un ragazzo tedesco, Francesca, la ragazza di Trento, e Gabriella, una signora di Milano che è partita oggi, come prima tappa del Cammino (il suo cammino viene percorso in tre anni, per motivi di tempo; questo è il secondo anno).

Prima di andare a cena al ristorantino dell'unico bar del paese, siamo seduti tutti e sette su una panchina davanti al rifugio a conversare e goderci il posto dove ci troviamo. Sembra di vivere in tempi molto lontani, e da noi dimenticati.

Bella giornata, percorso immerso nei boschi e serata nella tranquillità.