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Mercoledì, 20/06/2007

Da Tardajos a Castrojeriz

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Partenza alle 7:15. Il cielo è coperto e la temperatura è fresca. Dopo un breve tratto di asfalto si arriva a Rabè de las Calzadas. Da qui comincia l'ascesa sulla prima meseta, che sono zone molto aride o con scarsa vegetazione. Si cammina su questi altipiani con altitudine da 800 a 1000 metri con leggeri saliscendi, fino ad arrivare a Hornillos del Camino, dove facciamo una breve sosta per la colazione. Qui ci saluta Francesca, che vuole proseguire più velocemente e fare tappa circa 10 chilometri più avanti di noi.

Proseguendo, si attraversa un'altra meseta con distese di campi coltivati a grano a perdita d'occhio e colorati di papaveri rossi. Malgrado questi interminabili rettilinei, è piacevole camminare immersi in questa arida natura.

Con una piccola deviazione del sentiero, visitiamo Arroyo de San Bol, un piccolo rifugio di ispirazione templare dove c'è una fonte naturale di acqua e una folta vegetazione con delle tende piazzate a terra, come se fosse un campeggio. Conversiamo con i pochi pellegrini alloggiati (alcuni sono italiani); prima di salutarci ci offrono un caffè.

Continuando su questa meseta della quale non si vede la fine, dopo circa 1h e 30’ ci appare, solo all'ultimo momento, Hontanas, piccola località alla fine dell'altopiano, arroccata intorno alla chiesa. Sono le 13:0. Ci fermiamo in un piccolo ristorante all'aperto in compagnia di nuovi compagni di viaggio: una coppia di Bologna che abbiamo conosciuto la sera prima, Leo e Nina, e Gabriella la milanese.

Dopo esserci rifocillati, continuiamo il nostro peregrinare su una pista di terra fino ad arrivare all'antico convento di San Antòn (che stanno restaurando). Il Cammino passa sotto l'arcata gotica del complesso, che fotografo; proseguiamo fino ad arrivare a Castrojeriz, dove facciamo tappa. Prenotato al rifugio e preso posto in branda, rinnovo il rito giornaliero della doccia e del bucato. Telefono alla mia cara Paola, più che per raccontarle del viaggio che procede bene, per il piacere di sentirla.

In attesa di andare a cena, mi siedo davanti al rifugio, in pieno sole, a scrivere il diario e godermi il tepore e la tranquillità della serata di questo piccolo centro del Cammino.

Alle 20:00 andiamo a cena al ristorante con dei nuovi compagni di viaggio e alcuni del vecchio gruppo. Uno degli aspetti affascinanti di questo pellegrinaggio è il nascere di nuove amicizie giorno dopo giorno, rinnovando le vecchie che si lasciano.

La cena è ottima, forse una delle migliori fatte fino ad oggi, e anche il locale è caratteristico. Il tutto con la modica spesa di 10 euro (forse ne valeva il doppio).