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Giovedì, 21/06/2007

Da Castrojeriz a Fròmista

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Poco dopo la partenza, avvenuta alle 7:10, noto che Luciano sta camminando quasi normalmente, sembra che la sua tendinite sia in fase di guarigione, gli antinfiammatori e la pomata hanno fatto il loro effetto. Gli offro i miei bastoncini da trekking in modo che lo aiutino a camminare ancora meglio.

Circa un'ora dopo, si arriva sull'altura di Mostelares, dove ci fermiamo ad ammirare l'immensità e la bellezza severa delle mesetas, le sue interminabili pianure coltivate. Siamo nella Tierra de Campos, nella vecchia Castiglia. Dopo aver ammirato le mesetas lasciate alle spalle e quella da affrontare, scatto delle foto per immortalare e ricordarmi le sensazioni di serenità e di libertà che ho provato.

Proseguendo, dopo 10 chilometri, si arriva all'ospitale di San Nicolàs de Puente Fitero che è gestito dalla confraternita di Perugia (unico rifugio gestito da italiani). Ci accolgono con molta cordialità, ci fanno sentire a casa, ci offrono caffè con biscotti. Dopo aver conversato con loro circa mezz'ora e fatto foto di ricorrenza, uno dei gestori volontari della Confraternita indossa, in via eccezionale, un mantello dei cavalieri templari per la foto.

Proseguiamo il cammino fino ad arrivare verso le 13:00 a Boadilla del Camino, dove ci fermiamo a pranzare in un ristorante con la coppia di Bologna, Gabriella e una signora di Ginevra. Verso le 14:30 riprendiamo il cammino un pò appesantiti dal pranzo al ristorante, ma la strada da percorrere è poca, sempre in terra battuta e in pianura, fino a giungere senza difficoltà alle 16:00 a Fròmista.

Salutiamo la coppia di Bologna, il loro Cammino finisce qui, devono rientrare a casa per motivi di lavoro, ma si sono ripromessi, appena possono, di ritornare e riprenderlo da dove l'hanno interrotto per continuare fino a Santiago.

Prenotiamo all'albergue di Fròmista, un bel rifugio, grande e ben tenuto, nella piazza della chiesa di San Martìn; prezzo euro 7,50 compresa la colazione. Preso posto in branda e fatto il dovere quotidiano della doccia e bucato, usciamo a visitare il paesino.

Fròmista fu importante centro agricolo romano, chiamato Frumesta per l'abbondanza del grano. Infatti, in queste mesetas ci sono solo campi infiniti di coltivazione di grano. Visitiamo la chiesa romanico spagnola San Martìn e girovaghiamo un pò per il paese.

Questa sera, la cena per me è solo frutta e per Luciano un panino; avevamo poca fame, data l'ottima cena della sera precedente e il ricco pranzo fatto di giorno.

Consumato il leggero pasto, Luciano si mette in branda per riposare, io invece mi trattengo seduto fuori dal rifugio a conversare con altri pellegrini italiani che alloggiano con noi.

Alle 22:30 rientro e vado a letto a riposare.