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Lunedì, 25/06/2007

Da Puente Villarente a Villadangos del Pàramo

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Partenza alle 6:40, mentre si sta facendo giorno. Dopo un tratto di statale, il cammino prosegue per un sentiero agricolo, fino ad arrivare alla periferia di Leòn. Facciamo una sosta in un parco, vicino a Puente Castro, dove Luciano deve mettere un cerotto antidolorifico sulla gamba; il sali e scendi che abbiamo fatto per arrivare a Leòn deve aver di nuovo infiammato la tendinite (anche se in fase di guarigione).

Prima di entrare nella città per la visita, ci fermiamo in un bar a fare colazione. Entrati nella parte antica, che conduce alla famosa cattedrale, ci soffermiamo ad ammirare un bel palazzo fatto costruire dall'architetto Gaudì, dove oggi c'è la banca spagnola. Arriviamo nella piazza dove sorge l'imponente cattedrale gotica spagnola di ispirazione francese di Santa Maria la Regla del XII secolo; ammiriamo prima l'esterno, arricchito di statue gotiche, poi entriamo a visitarla. All'interno, spiccano su tutto le vetrate, che sono il vanto della cattedrale; è a croce latina con tre navate. Continuando la visita della città, seguendo le indicazioni del cammino, si incontra il monastero di San Marcos, una delle più grandi opere del rinascimento spagnolo; oggi è stato riconvertito in un hotel di lusso a cinque stelle.

Il cammino prosegue su asfalto, immersi nel frastuono del traffico. Facciano acquisti per il pranzo, che consumiamo seduti in un prato. Dopo la breve sosta, continuiamo passando per una zona industriale fino ad arrivare, dopo otto chilometri, a Virgen del Camino, per poi proseguire su una pista pedonale parallela alla strada con la presenza continua del rumore del traffico. E' il tratto meno stimolante del Cammino, sono circa 15 chilometri noiosi prima di arrivare a Villadangos del Pàramo.

Sono stanco a fine tappa. Prendiamo posto al rifugio municipale, all'ingresso del paese (costo 3 euro). Ci sono camere con due letti a castello a tre posti, faccio doccia e bucato che stendo nel cortile; riordino lo zaino e, seduto in branda, prendo appunti sul diario della giornata trascorsa.

Alle 19:30 usciamo dall'"albergue" e, prima di andare al ristorante, facciamo una visita al paese. A cena prendo un brodo caldo che mi scalda un pò, dato che avevo brividi di freddo, non so se dovuti alla bassa temperatura o alla stanchezza.

Alle 22:00 sono già in branda a riposare, per recuperare le fatiche della giornata.