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Martedì, 26/06/2007

Da Villadangos del Pàramo ad Astorga

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Lasciamo il rifugio che sono le 7:00; è una bella giornata, ma fredda, bisogna camminare con il pile indossato.

Il cammino prosegue come ieri, su una pista di terra parallela alla statale, fino a Puente y Hospital de Orbigo, che raggiungiamo dopo 14 chilometri. E' un bel paese ben tenuto e curato; si oltrepassa un lungo ponte di origine romana ben restaurato, ci soffermiamo ad osservarlo con cura e scattare delle foto, poi facciamo sosta in un bar per fare colazione.

Dopo aver consumato cappuccino e brioche, riprendiamo il nostro cammino attraversando i paesini di Villares de Orbigo e Santibànez. Da qui il paesaggio inizia a mutare, finiscono le pianure, si inizia a salire dolcemente su sentieri sterrati e alberati fino a giungere su un'altura, il Crucero de Santo Turibio (900 m), da dove si vede in lontananza Astorga.

Scendiamo verso questa importante città, giungendo verso le 14:00, dopo aver attraversato le mura di epoca romana. Oggi la tappa finisce qui.

Prima di andare al rifugio, ci fermiamo in un ristorante a mangiare (insalata mista, pollo arrosto e patate fritte con un boccale di birra).

Visitiamo la città, dopo aver lasciato lo zaino al rifugio in Plaza de San Francisco (costo 4 euro). La prima visita spetta al palazzo Episcopal, un'opera superba di Gaudì che sembra un castello delle fiabe. All'interno, il palazzo ospita un “Museo dei Cammini”, dedicato a tutte le vie che confluiscono ad Astorga, che visitiamo.

Usciti dal museo, proseguiamo con la visita della cattedrale di Santa Maria, del XV secolo in stile gotico, della piazza centrale con un bel palazzo comunale, di un edificio barocco del XVIII secolo e concludiamo con un giro panoramico sulla città.

Terminata la visita dei monumenti più importanti, verso le 19:00, rientriamo al rifugio. E' ora di riposare un poco. Mi faccio la doccia e il solito bucato, poi vado nella cucina del rifugio a mangiare un poco di frutta per cena; il pranzo del giorno è stato abbondante e questa sera si sta leggeri.

Mi soffermo a scrivere gli appunti sul diario, converso con altri italiani che alloggiano al rifugio; uno di loro è un podista, quindi il dialogo passa dal cammino alle corse.

Sono quasi le 22:00. Anche se è giorno, è ora di andare a letto.

Buona notte.