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Sabato, 30/06/2007

Da Hospital de la Condesa a Sarria

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Usciamo dal rifugio alle 7:10, dopo esserci lavati a un rubinetto all'aperto, non essendoci l'acqua nei bagni all'interno, forse per un guasto nella nottata. Ci fermiamo a fare colazione nel bar-ristorante del villaggio.

Iniziamo il cammino in compagnia di Claudia e lo spagnolo colto, ed è piacevole su questi sentieri immersi nel verde della Galizia, da molti considerata "l'Irlanda della Spagna". Dopo un tratto si arriva alla frazione di Padornelo, dove inizia un breve tratto impegnativo, fino a giungere all'Alto do Poio (1313 metri). Da qui inizia una dolce e piacevole discesa su sentieri ben percorribili; sembra di fare una scampagnata domenicale, conversando con lo spagnolo che m'illumina sui boschi che stiamo attraversando e sulle vallate sottostanti che si intravedono, avendo lui già percorso altre quattro volte il Cammino. Attraversando questi boschi si incontrano spesso mucche che vengono portate al pascolo; bisogna stare attenti dove mettere i piedi, evitando il concime organico che lasciano. Sembra di vivere in un mondo ormai scomparso, o per me non più trovato, vivendo nella città.

Si scende fino ad arrivare a Triacastela, dove incontriamo un bivio che indica due vie percorribili. Noi, su suggerimento di altri pellegrini, scegliamo quella che porta al monastero di Samos, anche se allunghiamo di 5 chilometri. Il primo tratto è su asfalto, poi un sentiero ci conduce in una vallata selvaggia, attraversando boschi di querce a fianco di un torrente, fino a giungere alle 13:30 a Samos. Splendido il colpo d'occhio. Il monastero benedettino del VI secolo è uno dei più antichi e importanti di Spagna. Acquistiamo dei panini e frutta che consumiamo vicino ad un ponte, poi proseguiamo per un giro all'esterno del monastero. Scattiamo delle foto, per la visita c'era da aspettare l'apertura alle 15:00, quindi decidiamo di proseguire.

Uscendo da Samos, poco dopo si riprende un sentiero alberato molto bello per giungere dopo circa quattro ore a Sarria. Prendiamo posto in un "albergue" privato che ci viene offerto all'entrata della cittadina, quello municipale era completo (costo 7 euro). Entrati nell'albergue ritroviamo Claudia che avevamo lasciato oggi durante il cammino: è una festa quando ci si incontra. Fatta doccia e bucato, usciamo per la visita della cittadina, la cui zona centrale è tutto un cantiere per il restauro della strada. Osserviamo i resti del castello feudale e la chiesa del Salvador, d'origine medioevale.

Ci fermiamo verso le 20:00 in un bar-ristorante di una delle vie centrali a cenare con Claudia. La cena la offre Luciano: era una promessa fatta a me per l'impegno di aver organizzato tutto il viaggio per il Cammino.

Rientrati nell'albergue, mentre tutti vanno a letto, io mi soffermo, come spesso faccio, a prendere appunti sul diario della giornata trascorsa.