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Martedì, 03/07/2007

Da Arzùa a Santiago de Compostela

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Alle 06:54 siamo fuori dal rifugio per iniziare la tappa più lunga, quella che si condurrà alla cattedrale di Santiago. La giornata è piovosa, e ci accompagnerà per tutto il cammino, fino all’arrivo della meta giornaliera.

Si inizia con una salita per l'attraversamento di Arzùa, che è più lunga di quanto si immagini; qui Luciano, in queste lunghe vie, prende il suo passo e si allontana fino a non vederlo più. Ci incontreremo alla cattedrale di Santiago, dopo esserci sentiti per telefono alla pausa pranzo; era troppo avanti per aspettarmi. Anche se non capisco un modo così frenetico dell'arrivare, per poi attendermi delle ore.

Tornando al percorso, sempre tra salite e discese, si attraversano diversi boschi molto simili tra loro, poi piste di terra parallele a strade, si oltrepassano piccoli villaggi di scarso interesse.

Verso le 10:00, in un piccolo villaggio, mi fermo ad un bar per fare collazione (ero ancora a digiuno) in compagnia di altri pellegrini con i quali avevo percorso dei tratti insieme. Queste ultime tappe del Cammino sono molto affollate da gruppi di persone che percorrono gli ultimi 100 chilometri, che sono sufficienti per aver diritto alla "compostela", l’attestato dell'avvenuto pellegrinaggio.

Ci sono dei tratti che percorro in perfetta solitudine nei boschi della verde Galizia, in cui viaggio con i miei pensieri. Una comoda salita mi porta all'Alto de Lavacolla, dove si sente il rumore degli aerei; sono in prossimità dell'aeroporto di Santiago, ma le nuvole basse che mi circondano non mi permettono di vedere nulla, solo rumore.

Sono le 14:00 e al primo bar-ristorante che incontro mi fermo a fare uno spuntino e riposare. Dopo aver sostato per circa 30 minuti, riprendendo il cammino, incontro sul percorso un francese che ha fatto tutto il cammino su un cavallo; mi complimento con lui, immortalandolo con una foto ricordo.

Proseguendo, raggiungo Monte do Gozo, dove mi soffermo ad ammirare il monumento commemorativo che ricorda la visita di Papa Giovanni Paolo II, avvenuta nel 1992. Scendendo dall'altura, il Cammino si congiunge definitivamente con la strada asfaltata.

Dopo meno di un'ora, un cartello segnala l'ingresso in Santiago. Si entra nella città dell'Apostolo per poi giungere alle 16:00 alla cattedrale di Santiago.

Malgrado la distanza percorsa, non sento la stanchezza, forse per l'emozione dell'arrivo alla meta. Qui incontro una delle canadesi che avevo conosciuto il primo giorno del Cammino; lei era arrivata il giorno prima, avendo fatto dei tratti in autobus. Dopo i consueti saluti del rivedersi, mi accompagna all'ufficio d'accoglienza dei pellegrini, dove, dietro presentazione della credenziale, mi viene rilasciata la "compostela", documento ufficiale dell'avvenuto pellegrinaggio "Pietatis Causa". Qui ritrovo Luciano che mi attendeva davanti all'ufficio di accoglienza, e facciamo una visita veloce della città.

Poi con l'autobus ritorniamo indietro a Monte de Gozo, dove eravamo passati quattro chilometri prima. Pernottiamo in un enorme complesso di rifugi a schiera, dove c'è di tutto. La cena è al ristorante "self service" (è come stare in una mensa).