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Mercoledì, 04/07/2007

Da Monte do Gozo a Negreira

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Partiamo alle 07:30, ripercorrendo lo stesso tratto di strada che ieri avevamo fatto per andare alla cattedrale di Santiago. Fatto sosta ad un  bar periferia della periferia cittadina e percorsi quattro chilometri, arriviamo nella Plaza do Obradoiro, dove sorge la cattedrale.

Entriamo per la visita (ieri non ho avuto tempo per visitarla). La sua costruzione risale al 1075 ed è formata da tre navate. Merita una particolare citazione la Capella Mayor, posta dietro l'altare maggiore che conserva una statua di San Giacomo e alla quale si accede salendo una scaletta. E' usanza che i pellegrini abbraccino la statua per ringraziamento dell'avvenuto pellegrinaggio. Dopo una breve fila, anche noi saliamo per il ringraziamento. Scendendo dal lato opposto, si accede alla sottostante cripta, dove, in un'urna d'argento, sono conservate le reliquie del Santo. Sopra l'altare maggiore pende il gigantesco butafumiere (incensore) che viene fatto oscillare nella navata a crociera nei giorni di solenni celebrazioni, che noi purtroppo non vediamo.

Terminata la visita ed in attesa della santa messa del pellegrino, che sarà celebrata alle 12:00, usciamo e girovaghiamo per le vie adiacenti la cattedrale, tra negozi di souvenir e ristorantini, una visita nel parco dove ci sono giganteschi eucalipti.

Alle 11:40 rientriamo in cattedrale, già affollata di pellegrini, e prendiamo posto. Prima dell'inizio della messa, il sacerdote legge l'elenco dei pellegrini che nella mattinata e il pomeriggio precedente hanno raggiunto Santiago, da dove sono partiti e la nazione che rappresentano. La funzione è allietata da bellissimi canti. Terminata la messa, ci dirigiamo verso l'uscita della città, fermandoci a fare acquisti in un negozio di alimentari, per poi mangiare seduti in un parco della periferia.

Alle 14:00 iniziamo il cammino per raggiungere Negreira che dista 22 chilometri. Lasciando definitivamente Santiago alle spalle, si entra in aperta campagna. Il cammino prosegue tra una fitta boscaglia di eucalipti, dove ancora si nota il disastroso incendio che l'anno scorso ha devastato questa zona della Galizia.

Si incontrano via via piccoli centri; poi la strada sale per qualche chilometro, con dei tratti anche impegnativi.

Continuando, si incontra Ponte Maceira, un piccolo e caratteristico centro che prende il nome dal ponte medioevale che scavalca il Rio Tambre, in cui scorre un'acqua limpidissima e riflette la folta vegetazione delle due rive. Questo è il tratto più bello che oggi abbiamo attraversato.

Arriviamo a Negreira alle 19:00, chiediamo informazione per il rifugio, che ci viene indicato un chilometro fuori dalla cittadina. Il rifugio era completo e abbiamo dovuto attendere l'arrivo "dell'ospitalera", che al momento era assente. Lascio lo zaino nel salone dell'entrata del rifugio e faccio doccia e bucato. Nel frattempo, arriva l'incaricata che ci trova una sistemazione e ci indica anche un ristorante dove poter mangiare.

Attraversiamo l'antica fortezza medioevale, prima di arrivare al ristorante, situato nel centro città.