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Venerdì, 06/07/2007

Da Olveiroa a Muxia

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Alle 7:00 siamo sul tracciato del Cammino, dopo aver fatto colazione al bar del paesino. A noi, questa mattina, si è aggregata Elena, medico di Como, che ieri abbiamo conosciuto al rifugio e ci ha fatto compagnia al ristorante. Ci ha riferito che lei ha percorso la via della Plata, cammino molto più lungo e impegnativo di quello francese (quello che noi abbiamo percorso).

Il percorso è abbastanza dolce, con saliscendi a tratti, sempre immerso nel verde, con pochi borghi da attraversare.

Alle 10:30, facciamo una sosta al bar, di uno di questi borghi, che mi ricorda quelli che da noi c'erano negli anni 60 nelle periferie dei paesi. Il caffè ci viene servito da una moka e offerti dei biscotti.

Il bel paesaggio marittimo di Muxia ci appare dopo aver attraversato un bosco, nel quale con un pò di difficoltà abbiamo trovato il sentiero del Cammino. Queste tappe dopo Santiago non sono ben segnalate come il resto del Cammino.

Il tratto che ci separa da Muxia è ora dominato dalla visuale del mare, con le sue formazioni rocciose e i fiori gialli (da me mai visti prima).

Giungiamo nel paesino marittimo verso le 14.30 e, prima di andare al rifugio, ci fermiamo al bar-ristorante a mangiare.

Arrivati all'ostello, che in realtà è una polisportiva adibita a rifugio con letti a castello, rincontriamo le due signore della Valtellina, Maria Grazia e Antonietta, con le quali avevamo perso i contatti, durante il cammino, 19 giorni prima. Dopo i consueti saluti del rivederci, ci si racconta dei giorni passati durante il cammino e delle esperienze vissute.

Poi usciamo tutti assieme a ritirare l'attestato "fin da Ruta Xacobea" che rilasciano a Muxia come variante del Cammino.

Continuando assieme la visita del paesino marittimo, arriviamo al santuario di Nosa Senora da Barca, che è la principale attrattiva di Muxia, costruita sugli scogli di fronte all'oceano, che visitiamo solo all'esterno perchè chiusa; solo da una grata si può ammirare l'interno.

Poco distante al santuario, c'è un monumento a ricordare la catastrofe ambientale del 2003, provocata dall'affondamento della nave Prestige, per la fuoriuscita del greggio che trasportava. Terminata la visita e dopo aver conversato appollaiati sugli scogli, ci si organizza per una spaghettata tutti assieme, da preparare nella cucina del rifugio. La serata si passa in allegria con le due signore della Valtellina ed Elena.

Dopo aver mangiato e ben bevuto si esce a vedere il tramonto al porto, sull'immensità dell'oceano. Nel rientrare al rifugio facciamo sosta ad un bar per prendere un caffè. Non essendoci accorti che si erano fatte le 23:10, abbiamo rischiato di rimanere fuori, se uno degli ospiti non ci avesse aperto. Alle 23:00 il rifugio chiude.

Prima di coricarci, ci organizziamo per la partenza di domani, l'ultima tappa del Cammino, che faremo insieme, fino a Finisterre.