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Sabato, 07/07/2007

Da Muxia a Capo Finisterre

 

scritto da Ferdinando Gambelli

 

Alle 6:30 siamo tutti pronti per iniziare l'ultima tappa del Cammino. E’ ancora buio quando lasciamo Muxia. Tenendo il mare sulla destra, si prosegue su una strada asfaltata.

Il percorso è mal segnalato, così siamo costretti a fare diversi tratti su asfalto e chiedere informazioni sul cammino, che gentilmente ci viene indicato.

Il percorso è tutto un saliscendi tra villaggi, campi e attraversamento di alcuni boschi fino a giungere alle soglie di Cires, piccolo borgo dove il Cammino prosegue tra una fitta vegetazione.

Ad un certo punto il Rio Castro ci sbarra la strada, bisogna togliesi le scarpe e guadare il Rio. Ci sono delle pietre posizionate per attraversarlo, si trovano a circa mezzo metro sotto il livello dell'acqua.

Continuando il nostro cammino giungiamo alle 13:30 a Finisterre, dove, poco prima di entrare nella cittadina marittima, Maria Grazia e Antonietta ci lasciano per prendere l'autobus che le condurrà a Santiago dove devono prendere l'aereo per il ritorno a casa.

Dopo i saluti, in compagnia di Elena, continuiamo fino al centro di Finisterre. Ci sediamo a un bar a mangiare un panino con prosciutto e birra. Vi sostiamo circa una ora, in attesa dell'apertura dell'ostello che avverrà alle 17:00.

Ci rechiamo in spiaggia a festeggiare con un bagno nell'oceano la fine del Cammino (l'acqua è come quella del frigo, fredda), poi mi stendo al sole a riposarmi delle fatiche fatte e godere appieno questo momento.

Alle 16:50 siamo davanti all'ostello, dove ci sono già dei pellegrini in attesa dell'apertura. L'ospitalera, dopo aver ben controllato i vari "selli" sulla credenziale, ci rilascia la "Fisterrana", attestato di fineCcammino Jacopeo, poi ci accompagna nella camerata assegnandoci il letto. Sbrigate le formalità e fatta la doccia, senza bucato dato che è l'ultimo giorno del Cammino, ci rechiamo a fare l'ultimo tratto a piedi (senza zaino) fino a Capo Finisterre, il promontorio anticamente considerato come la fine della terra, essendo il punto più a ovest.

Su questa lingua di asfalto di tre chilometri di salita, incontriamo una statua del pellegrino, poi un cippo con indicato "km 00", che vuol dire essere arrivati nella parte più estrema dell’ovest, infine il grande faro che illumina il mare.

Raggiunto questo punto, possiamo dire di essere giunti alla fine del Cammino e gustarci l'immensità dell'oceano.

Su questo promontorio, dove il sole si tuffa sull'oceano, è usanza fare un falò con gli indumenti che si sono usati durante il pellegrinaggio, e noi rispettiamo la tradizione eseguendo il rito.

Dopo aver ammirato a lungo l'immensità dell'oceano e detta una preghiera di ringraziamento, rientriamo a Finisterre che è sera. Ci fermiamo al porto, in uno dei tanti ristoranti tipici, a mangiare il pesce e sopratutto il folpo, che è la specialità di questa zona.

Verso le 23:00 rientriamo al rifugio. Vado a letto stanco ma soddisfatto. Il cammino è finito. Domani inizia la via del ritorno.

Buona notte.