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Maratone

E venne il giorno della Maratona sulla Sabbia! Vestito alla marinara, l’aveva ricordata ogni domenica per un intero anno.

Rimasto solo in pieno mare, Francesco Capecci non tirò i remi in barca, anzi l’immerse più a fondo e v’impresse maggior spinta. Non si limitò a rimboccarsi le maniche, la camicia se la tolse del tutto, mettendo in mostra il torace abbronzato, rivestito da una canottiera che lasciava abbondantemente scoperti i deltoidi, gran dorsali, trapezi, pettorali e la forte cervice. Le cicatrici chirurgiche, che solcavano i bicipiti per la rottura del capo lungo, apparivano quasi una decorazione sulle robuste braccia. Sulla testa mise un copricapo, di quelli che usano i pescatori intenti a rammendare le reti, al sole della darsena. Sulla parte posteriore della canottiera era leggibile dalla distanza di 42 km: “Maratona sulla Sabbia”.

In trecento, giovani (non molto) e forti (molto), l’hanno conclusa. I partenti, ovviamente, sono stati di più. Ma quelli che si perdono per strada non contano, e men che meno coloro che s’iscrivono e neppure si presentano al via, i quali sono a iosa soprattutto dove non si paga l’iscrizione, e servono a fornire numeri fasullamente gonfiati con cui dare maggior risalto ad una manifestazione.

L’olimpionico Alberico Di Cecco ha dato lustro alla 2° Edizione della Hybla-Barocco Marathon. Il forte atleta abruzzese, data la circostanza e vero interprete degli ideali decubertiani, ha accettato un premio d’ingaggio di valore prettamente simbolico. A queste condizioni, personaggi di spicco possono stimolare un ambiente non ancora ricettivo, invogliare all’attività fisica contribuendo a ridurre il fumo, l’alcool … ed i centimetri della circonferenza addominale, migliorare l’economia favorendo il turismo, vera risorsa della regione.

Non c’è bisogno di andare all’estero per vedere le cose ben fatte. Posso affermarlo comodamente seduto sulle mie 268 maratone amatoriali, buona parte delle quali corse al di là dei confini. Per quanto riguarda il mondo professionistico, penso, nessuno ha dubbi in proposito: Stefano Baldini respira l’aria che è al di qua delle Alpi. Pertanto, non mi espongo a feroci critiche asserire che sulle rive del Brembo, laddove le sue acque lambiscono Treviolo, si corre la maratona a circuito fra le meglio organizzate del mondo.

Raccontano i bene informati che Gianfranco Gozzi sia rimasto fortemente colpito dalla sfortunata avventura europea di Rocco Buttiglione. Dimostrando più fiuto politico del Ministro, rifugiatosi in Kant ed in astratti concetti di legalità e moralità, egli s’è prontamente adeguato ai cambiamenti del costume. E va tutto a suo merito il fatto che le idee progressiste abbiano trovato la prima fertile applicazione non nella grande città, ma nella provincia italiana. Dopo il timido tentativo di novembre, la ritrosia ed il pudore sono stati superati, ed è stata concessa carta bianca a coloro i quali sono soliti procedere dal di dietro. Non è dato sapere il motivo per cui - per sottile allusione o semplicemente per una più estesa divulgazione - la novità sia stata introdotta bilingue. L’entusiasmo profuso è stato talmente elevato che l’offerta s’è rivelata maggiore della richiesta del mercato, ed ha trovato cultori solo nella mezzamaratona, mentre nessuno è stato disposto a porgere le terga per la maratona.