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Siracusa City Marathon – Siracusa, 30 gennaio 2003 - 32^ maratona.

L’anno scorso, in dicembre, dopo aver concluso la Maratona della Città di Reggio Emilia scrissi che la BELLISSIMA e AFFASCINANTE avventura con la “GRANDE GARA”, durata ben 10 anni, poteva pure finire lì.

Però, la PASSIONE a correre a livello amatoriale la gara regina dell’atletica leggera sulla distanza di km 42 e 195 metri è ancora accesa e così, dopo il brevissimo periodo di recupero, la PASSIONE, gli amici di vicino e lontano conosciuti in questi anni e con la variante di correre con l’obbiettivo di arrivare in fondo ma dando sempre il meglio del momento, eccomi di nuovo alla PARTENZA della “GRANDE GARA” a continuare l’AVVENTURA.

Prima di passare alla gara ci tengo a scrivere che l’obbiettivo è anche quello di provare a raddoppiare le maratone da correre durante l’anno (da 4 a 8) per verificare personalmente cosa si prova e come reagisce il “piccolo ed esile fisico” e anche per continuare il “mio personale giro d’Italia di corsa a piedi”.

La scelta per la prima dell’anno va alla Siracusa City Marathon della bella città di Siracusa. Viaggio in treno, con partenza alle 8,00 del sabato mattina da Latina Scalo, in compagnia di Marco MINGHETTI e arrivo a Siracusa alle 18,00. Viaggio interminabile reso piacevole sia dalla compagnia di due belle ragazze della terra di Sicilia, accomodate nello stesso scompartimento, con le quali abbiamo chiacchierato tanto sia dei bellissimi paesaggi del Sud dell’Italia e della grande Isola Siciliana, con lo Stretto di Messina e l’Etna in bella mostra.

In albergo ci accolgono albergatori di grandissima ospitalità. Depositati i bagagli, usciamo e ci rechiamo al Centro Maratona dove, oltre a ritirare il pettorale e il pacco gara, incontriamo gli amici e Supermaratoneti Sergio NARCISI, Vito Piero ANCORA, William GOVI, Maria Grazia NAVACCHIA, Antonia BUSATTA, Gaetano AMADIO e i coniugi Michele RIZZITELLLI e Angela GARGANO (questi ultimi due sono reduci di ben 100 maratone corse nel solo anno appena trascorso).

La cena, in compagnia di Sergio, Vito Piero, Angela e Michele, in un ristorante caratteristico dell’Isola di Ortigia (luogo stupendo sul mare collegato alla terraferma da un ponte antico lungo circa 100 metri) e la serata scorre serena con l’eccezione di un forte temporale che imperversa già da alcune ore sulla città che ne impedisce la visita. Dopo cena, salutiamo gli amici, rientriamo in albergo e ci concediamo il riposo.

Al risveglio del mattino, alle 6,00, mi affaccio alla finestra ed ho la sgradita sorpresa di vedere che il nubifragio imperversa ancora. I pensieri per la “GRANDE GARA” da correre diventano negativi ma correrò con qualsiasi condizione climatica: il MARATONETA, alla fine, non è poi quella persona in continua sfida con se stesso che non si lascia condizionare da niente e da nessuno? Forza Gennaro e avanti. Fatti i preparativi pre-gara e consumato la solita colazione portata da casa (2 panini ripieni di marmellata di albicocche e ½ litro di thè a limone zuccherato con miele), al momento di uscire e andare alla partenza, Marco mi dice che oggi si correrà con qualsiasi tempo: veramente un duro questo Marco MINGHETTI.

Prima di lasciare l’albergo, viene a trovarci in camera il “mitico ed inossidabile” settantasettenne di Lumezzane (Brescia) Giuseppe TOGNI che con la sua allegria e la sua veneranda età infonde ulteriore forza per affrontare una “GRANDE GARA” in simili condizioni meteorologiche. Giuseppe è una “grandissima” persona: resta con noi circa 5 minuti poi ci saluta e va a prepararsi anche lui per gara. Io e Marco usciamo e andiamo al luogo della partenza sul Lungomare dell’Isola di Ortigia.

Continua a piovere a dirotto e fa freddo e questo rende il bellissimo posto triste in uno scenario prettamente invernale. Gli organizzatori, visto le condizioni del tempo, vorrebbero decidere per l’annullamento della gara ma noi maratoneti, circa un centinaio giunti sull’Isola da ogni angolo d’Italia, li costringiamo a desistere da prendere tale decisione e così, alle 9,30 in punto, sotto un temporale incessante e fortissime folate di vento freddo, viene data la partenza.

I primi 2 km si percorrono per le strette stradine dell’Isolotto e bisogna stare attenti a non scivolare e cadere perché si affrontano tratti in salita e tratti in discesa per poi uscire dal Centro abitato e andare in direzione Sud, correndo per circa 4 km su una strada provinciale. In questo tratto assesto il ritmo sul 4’50”/5’ al km. Corro rilassato e al 5° km affianco l’amico plurimaratoneta Lorenzo GEMMA di Forlì che è partito più veloce. Lo saluto e allo stesso tempo decido di restare a correre in sua compagnia. Si aggregano a noi altri 3 maratoneti: questi, insieme a Lorenzo, corrono a tiramolla. Lascio fare e resto a correre dietro a ritmo regolare, recuperando lo svantaggio che accuso ad ogni loro allungo, in brevissimo tempo.

Lasciamo la strada provinciale e prendiamo a correre su stradine interne e che ci portano lungo la costa attraversando agrumeti bellissimi. Si procede tranquilli, disturbati solo dal tempo inclemente fino a giungere al punto in cui il percorso prevede un circuito di 9 km da ripetere 2 volte per poi ritornare al traguardo. Andiamo avanti e al 18° km, chiedo ad un ragazzo, che sta seguendo in bici il suo papà, la possibilità di bere un pò d’acqua dalla borraccia del padre. Questi, con gesto gentile, mi porge la borraccia e così bevo, ripasso la borraccia al ragazzo e lo ringrazio immensamente per il “Grande Gesto”. Allo stesso momento, mi accorgo che il ritmo di corsa è calato e, continuando così, salta l’obiettivo iniziale. Decido di provare a cogliere l’obiettivo e così, cambio ritmo, mi porto avanti e corro a 5’ al km. Questo cambio di ritmo ha l’effetto di lasciare da subito attardati Lorenzo e gli altri e così resto da solo a correre i restanti 24 km in compagnia della sola “SOLITUDINE DEL MARATONETA”.

Non è la prima volta che vivo questa situazione e anche se con il temporale che continua, con il vento fortissimo che continua, con le pozzanghere d’acqua lunghe anche 50 metri sull’intera carreggiata da superare e che ghiacciano i piedi per alcuni secondi, continuo in spinta sul ritmo costante di 5’ al km. Forza Gennaro e avanti. Continuo e passo alla mezza maratona in 1:44:25.

Procedo e arrivo al 24° km: a questo punto termina il 1° giro del circuito di 9 km e incrocio Giorgio CALCATERRA che ha terminato il 2° giro ed è arrivato al 33° km ed ora punta diritto su Siracusa. Non mi scoraggio e inizio il 2° giro. Procedo sul ritmo di 5’ al km e di tanto in tanto supero qualche maratoneta in crisi precoce.

Al 29° km mi affianca un’automobile con gli organizzatori a bordo che chiedono delle mie condizioni: li rassicuro con un sorriso e gli dico che mi sento bene. Alle mie parole rispondono anche loro con un sorriso, riprendono la corsa in automobile e vanno via per sincerarsi delle condizioni degli altri maratoneti e maratoneti che sono avanti.

Resto di nuovo solo ma continuo ad avanzare in spinta e con serenità. Al 31° km mi affianca il ragazzo in bici che mi ha passato la borraccia con l’acqua al 18° km e mi dice che è venuto a sincerarsi delle mie condizioni: INCREDIBILE GESTO DI UMANITA’. Grazie benedetto ragazzo: gli dico che sto bene e gli sorrido. Sorride anche lui, mi saluta e ritorna dal suo papà.

Siamo in pochissimi, e avanti non intravedo nessun maratoneta e sono di nuovo solo con la strada avanti deserta che guarda all’infinito. Mi assale un velo di tristezza ma all’altezza del 32° km c’è un cane ai bordi della strada che mi guarda e così mi fermo per qualche secondo e sono in compagnia.

Continuo a correre e alla conclusione del 2° ed ultimo giro del circuito arrivo al 33° km. In questo punto, incrocio e saluto Marco che sta iniziando il 2° giro del circuito. Da questo punto inizia il ritorno verso Siracusa e con soli 9 km e poco più da correre ancora. Il vento continua a spirare fortissimo contro, non mollo, spingo con forza in avanti e arrivo al 35° km. Al ristoro, con gli addetti riparati in automobile per le proibitive condizioni del tempo, prendo una bottiglietta d’acqua, bevo e riparto in spinta. Al 36° km affianco gli amici Maria Antonia BUSATTA di Genova e Gaetano AMADIO di Torino: li saluto e procedo. Al 38° km si ritorna sulla strada provinciale in direzione Siracusa, delimitata per noi podisti da una fettuccia di nastro per isolarci dalle automobili. Gli automobilisti però, oltre a non disturbare la nostra corsa, si fermano ad incitarci e questo è un'altra prova della civiltà del popolo siciliano. Continuo a correre ma le energie, spremute al massimo per superare le difficoltà aggiunte dal maltempo, iniziano a diminuire sensibilmente e la stanchezza sale sempre più. Vado avanti, arrivo al 40° km, mi fermo al ristoro, bevo un bicchiere di acqua e guardo il cronometro dell’orologio al polso: 3:19:55 e per un crono finale sotto le 3:30, devo correre gli ultimi 2195 metri in “soli” 10:04. Non penso di farcela ma devo almeno provarci. Riprendo la corsa, mi supera un giovane maratoneta, lo prendo a riferimento e seguo: mi distanzia sempre di più ma non mollo. Entro in Siracusa, supero il Ponte che collega l’Isola di Ortigia alla terraferma, a 500 metri dal traguardo chiedo a 2 vigili la direzione da seguire, mi indicano di andare a destra, giro a destra e in spinta progressiva vado all’ARRIVO e 3:30:47. Benedetta maratona. Grazie Dio. Gli ultimi 2195 metri li ho corsi in 10:52”!

Al traguardo, le persone sono riparate sotto le tende e gli arrivi avvengono nella totale solitudine. Fa niente. Un grazie comunque agli organizzatori per il coraggio che hanno mostrato nel non annullare la gara con particolare riferimento al Presidente Rosario TONA. Il mio arrivo è stato il 29° su 68 arrivati e sono stato premiato 3° di categoria tra gli MM 50. Sono felice. Ho aspettato l’arrivo di Marco al traguardo che è stato anche lui premiato tra gli MM 55. Bravo! Ho visto l’arrivo di Giuseppe TOGNI, giunto allegro e sorridente al traguardo. Grazie Sicilia per tutto questo.

Appuntamento a ROMA.

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